Alimentazione complementare bebè: non pappe ma cibi solidi

Alimentazione complementare bebè: non c’è motivo perché il bambino debba mangiare solo pappe e cereali in polvere oppure omogeneizzati. Anzi: il metodo corretto è un autosvezzamento controllato da mamma e papà: ecco come fare

Alimentazione complementare bebèMolto spesso si pensa allo svezzamento come a quell’insieme di metodi alimentari per mezzo dei quali mamma e papà aiutano il bebè ad eliminare il “vezzo” – nel senso spregiativo, vizio, appunto – del latte materno, in favore di pappette, omogeneizzati e minestrine a base di cereali in polvere o passati di verdure e di carne. In realtà, secondo quel che emerge anche da recenti ricerche e studi interessanti che sono stati condotti in merito, una buona alimentazione per il bebè che si avvicina al mondo dell’alimentazione da adulti non deve considerare né il latte come vezzo, né il cibo solido come problema.

Anzi, una alimentazione complementare può rappresentare per il bebè un aiuto importante per apprendere al meglio le basi della corretta dieta. E questo comportamento è anche importante dal punto di vista psicologico: se il bambino viene messo a tavola insieme al resto della famiglia, infatti, si sente anche più adulto e riesce a prendere consapevolezza con le auto limitazioni  con i propri gusti. Per questo motivo, è importante che i genitori mangino in maniera sana, varia ed equilibrata.

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