Apriamo gli occhi alla popolazione: una firma in nome della giustizia

Alcuni giorni fa la Guardia di Finanza Italiana ha fatto visita alla sede italiana della società Smartbox, azienda francese che opera nel nostro Paese nel settore della distribuzione di cofanetti regalo. Ci riferiamo ai cofanetti che propongono vacanze tematiche, esperienze di gusto, benessere e sport. Tali cofanetti vengono venduti prevalentemente nella grande distribuzione e seguono un meccanismo di vendita piuttosto particolare.

Apriamo gli occhi: firma la petizione contro la Smartbox

L’acquirente acquista, infatti, il cofanetto, per poi scegliere in autonomia l’esperienza che vuole vivere tra le tante proposte, suddivise per tipologia e per regione. Tale meccanismo apre le porte ad una domanda lecita, ovvero, come avviene la tassazione in questi casi? Chi emette la fattura? Nella teoria, le tasse devono essere pagate da entrambi i protagonisti del cofanetto regalo, ovvero dai commercianti che erogano il servizi e dalla Smartbox, perché anch’essa ci guadagna da questa transazione. Sembra, però, che Smartbox non si sia ricordata di pagare la sua percentuale di tasse, perché la Guardia di Finanza ha rilevato un’irregolarità fiscale pari a 105 milioni di euro nel suo operato.

Siete rimasti a bocca aperta? Anche noi, perché questa cifra si propone come eclatante quanto sconvolgente. Smartbox possiede un’origine francese, ma la sua sede fiscale è dislocata in Irlanda, un Paese sicuramente morbido nella sua tassazione alle aziende. Questa agevolazione miliardaria non basta però al colosso francese, che ha pensato bene di truffare le casse dello Stato italiano.

Come cittadini italiani dobbiamo sentirci indignati da questo fatto e operare in modo attivo perché episodi come questi non avvengano più. Questa azione implica il blocco di aziende truffaldine che operano indisturbate nel nostro Paese, ma si propone al contempo come un apripista verso una distribuzione più equa delle risorse collettive. Come è possibile, quindi, agire?

Firmando la petizione presente nel portale activism.org, indirizzata al presidente del Consiglio, al Ministero dell’Economia e all’Agenzia delle Entrate, ovvero agli organi preposti al controllo della situazione fiscale italiana. La petizione chiede che le somme sottratte siano restituite e che venga lanciato un chiaro segnale alle aziende che evadono, procedendo alla loro chiusura. A queste azioni segue la richiesta che i soldi recuperati possano aprire spiragli di equità nella tassazione generale e che, di conseguenza, i cittadini italiani possano sentirsi fieri di appartenere ad un Paese dove le regole vengono fatte finalmente valere.

Fermiamo l’evasione fiscale in Italia e blocchiamo le aziende che non si fanno scrupoli ad operare in modo così eclatante. Anche tu puoi fare la tua parte, in quanto servono 100.000 firme per presentare con successo la petizione. Ti invitiamo quindi ad aderire al progetto, vistando il link http://www.activism.com/80251-Vogliamo-che-lAgenzia-delle-Entrate-indaghi-su-Smartbox-e-dia-seguito-allazione-della-Guardia-di-Finanza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *