Corsi di sicurezza sul lavoro e documento di valutazione dei rischi

Nel 2008 in Italia è stato approvato un preciso complesso di norme riguardanti i temi della salute e della sicurezza sul lavoro. Il Decreto Legislativo 81/2008 è noto come “Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” (TUSL) e rappresenta la normativa di base per tali materie, alla quale ogni datore di lavoro deve sottostare per assicurare la salute dei propri dipendenti.

Primo passo necessario per una giusta prevenzione è la mappatura dei rischi presenti in un’azienda. Gli articoli 17 e 28 del suddetto Decreto Legislativo trattano proprio di tale questione e presentano uno dei documenti cardine di tutto il testo: il Documento di valutazione dei rischi (DVR in sigla). Ogni azienda dovrà avere un proprio DVR, contenente tutte le procedure necessarie per l’attuazione di misure di prevenzione e protezione da realizzare e i ruoli di chi deve realizzarle, primo tra tutti il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Il Documento di valutazione dei rischi rappresenta un requisito (cartaceo, ma anche elettronico, redatto con data certa) fondamentale per ogni azienda, oltre a essere un ulteriore compito assegnato dalla legge direttamente al datore di lavoro, in quanto da egli non delegabile. La mancata valutazione dei rischi è sanzionabile con arresto da 3 a 6 mesi o con una forte ammenda pecuniaria.

Corsi on demandPiù specificatamente, la valutazione dei rischi deve individuare tutti i pericoli connessi all’attività svolta e quantificare il rischio, ossia la probabilità che ciascun pericolo si tramuti in danno. Il Documento non si limiterà a riportare l’organigramma della sicurezza e tutti i pericoli relativi all’attività svolta, suggerendo semplicemente alcuni consigli per la gestione dei vari pericoli, ma deve fare valutazioni precise e oggettive, analizzando tutte le fasi lavorative interne all’azienda, individuando tutti i pericoli connessi a ciascuna fase e quantificando tutti i rischi. I rischi, insomma, vanno “misurati”, non solo elencati.

Il DVR è redatto previo sopralluogo da parte di un Tecnico della Sicurezza che effettua le misurazioni necessarie per la valutazione quantitativa dei rischi. Esistono però anche Documenti di valutazione standardizzati, redatti partendo da un modello di riferimento di base approvato dalla Commissione Consultiva e recepito con il decreto dei Ministeri del Lavoro e dell’Interno del 30 novembre 2012. Essi possono essere utilizzati da datori di lavoro con aziende con meno di cinquanta lavoratori, ad esclusione di quelle a più alto rischio. In ogni caso, il DVR descriverà l’azienda, il ciclo lavorativo e le varie mansioni; individuerà i pericoli presenti; valuterà i rischi associati ai pericoli individuati; definirà un programma di miglioramento.

Ma il decreto del 2008 non si limita soltanto alla predisposizione del DVR. Con esso è stata data un’importanza sempre maggiore al concetto di “formazione in materia di sicurezza sul lavoro”. Il datore di lavoro, sempre lui, dovrà assicurarsi che i suoi dipendenti ricevano la formazione adeguata per la prevenzione di infortuni e incidenti nei luoghi di lavoro. Formare i lavoratori è necessario per ottenere e garantire un livello di salute e di sicurezza elevato, ma spesso tale necessità viene sottovalutata. Sottovalutata sì, ma pur sempre obbligatoria. Il datore di lavoro deve infatti, al pari della redazione del DVR, garantire la formazione di alcuni dipendenti “specializzati” in fatto di sicurezza. I corsi obbligatori sono quelli per RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione), per RLS (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), il corso per addetto antincendio e quello per il primo soccorso. Questi corsi rappresentano un diritto e un dovere per i lavoratori e per i datori di lavoro che intendono tutelare la salute dei propri dipendenti e migliorare l’ambiente professionale.

In collaborazione con: medicodellavoromilano.it

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