A Firenze il G7 che rivoluzionerà il mondo della cultura

Tutela del patrimonio e beni artistici come strumento di dialogo: sono solo alcuni dei temi trattati nel programma del G7 della cultura, il primo nella storia del mondo.

E dove poteva mai tenersi un simile importantissimo appuntamento se non in una delle città italiane più ricche di arte e storia?  Un grande onore per la città di Firenze che da tempo si preparava a questo importante appuntamento che ha riservato un ruolo da protagonista al ministro dei Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini.

Diverse le sfaccettature del vastissimo tema al centro del summit: “I limiti e le opportunità della normativa internazionale”, “Le pratiche di tutela: punti deboli e punti di forza”,  “La formazione: quali modelli?” e così via per una miriade di altri argomenti su cui si confronteranno i massimi esperti di cultura al livello globale.

duomo di firenze “Mi pare evidente che in un mondo attraversato da paure, timori, chiusure e nazionalismi – è stato il commento di Franceschini – la comunità internazionale lavori sulla cultura come strumento di dialogo”.

Tra le iniziative che hanno fatto da cornice alla manifestazione, anche tanti altri appuntamenti che, proprio dall’inizio di questa primavera, hanno fatto rifiorire Firenze.

Il momento più atteso, tuttavia, oltre al concerto diretto dal maestro Riccardo Muti (replicato il giorno successivo per il grande pubblico), è stata la tavola rotonda a Palazzo Vecchio che ha visto la presenza di sette intellettuali, uno per ogni paese.

La presenza di rilievo italiana è stato il presidente della Fondazione Biennale di Venezia, Paolo Baratta. Dalle altre nazioni, invece, sono arrivati il presidente del Centre Pompidou, Serge Lasvignes e lo chief executive of the British Council, sir Ciaran Devane.

“Abbiamo trovato una disponibilità molto forte, importante – ha aggiunto Franceschini parlando del ruolo del nostro Paese che ha promosso il G7 Cultura. – L’Italia è una leadership internazionale per il suo patrimonio materiale e immateriale.

Sta cercando di trasformare questa sua forza per far entrare il concetto di diplomazia internazionale all’interno dell’agenda dei singoli governi”.

Firenze, insomma, verrà ricordata per sempre assieme ad Atene come la prima capitale europea della cultura con Atene con l’augurio che l’appuntamento sarà replicato negli anni a venire.

Come per il capoluogo toscano l’evento è stata una preziosa occasione di rinascita, così potrebbe infatti accadere in molte altre città culturali d’Europa in un’ottima di sinergia e scambio reciproco inedite al livello europeo dove i ministri dei sette paesi più importanti del vecchio continente dal punto di vista culturale mai si erano riuniti in un evento di tale portata.

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