Walt Disney, il colosso americano arriva in streaming e sfida Netflix

Creato nel 1923 da un signore di nome Walt, oggi la Disney è diventata, di fatto, la più importante multinazionale nel mondo dell’entertainment e dei mass media. Un dato inequivocabile, in tal senso, è rappresentato dai profitti record degli ultimi anni, che in alcuni casi, come nella contemporanea uscita di due film di grande successo come “Avengers Infinty War” e “Black Panthers“, ha registrato una crescita di oltre il 10% trimestrale.

Numeri impressionanti che, qualche mese fa, hanno consentito alla Disney di acquisire i due terzi di un colosso come la 21st Centry Fox del magnete australiano Rupert Murdoch.

L’espansione del mondo Disney: acquistati i marchi Fox e Sky

Un progetto di acquisizione, costato oltre 70 miliardi di dollari, che consentito al colosso statunitense di entrare in possesso di alcuni marchi noti in tutto il mondo come “Fox”, che trasmette da trent’anni un cartone animato amato in tutto il mondo come i Simpson, e “Sky”, la più importante pay-tv europea presente in paesi come Inghilterra, Germania e Italia. Seppur marginalmente, anche il mondo dei mass media nostrani è stato toccato da quest’operazione.

L’Italia, d’altro canto, è un mercato particolarmente fertile per quanto riguarda il mondo del divertimento, basti pensare ai siti italiani di casino presenti sulla rete, che aumentano costantemente il numero di aficionados grazie soprattutto ad un aspetto di rilevante importanza in qualsiasi ambito: la sicurezza.

Pensare che la Walt Disney Company potesse diventare la superpotenza odierna, era praticamente inimmaginabile solo quindici anni fa, quando il proprio settore “animation” sembrava letteralmente in crisi e sovrastato dalla crescente concorrenza. La prima sterzata, in tal senso, coincise con la nomina di Robert Iger come amministratore delegato della compagnia nel 2005.

Il dirigente americano decise di proporre al consiglio d’amministrazione un approccio radicalmente differente al mondo tecnologico: in casa Disney non mancava di certo la narrativa, c’era la necessità di stare a passo coi tempi. La prima mossa di Iger fu quella di lanciare un’offerta alla concorrente Pixar di Steve Jobs, che in quegli anni si era rivelato un concorrente molto fastidioso per la Disney.

Robert Iger, l’uomo delle scommesse impossibili: riuscirà a sovrastare Netflix?

L’amministratore delegato vantava buoni rapporti con l’inventore della Apple, col quale strinse alcuni accordi, negli anni precedenti, per la proposizione dei contenuti della Disney per l’iPod. Ma convincere un osso duro come Jobs era considerata, dagli stessi membri del consiglio d’amministrazione della casa di Pluto&Topolino, un’impresa tutt’altro che semplice. Iger, però, lo convinse cercando di coinvolgerlo in prima persona nelle future attività della Pixar.

Una mossa d’astuto stratega, la prima di una lunga serie. Dopo la Pixar, il dirigente americano convinse l’ideatore di “Star Wars”, George Lucas, a collaborare con la Disney, traendone enorme beneficio. Prima di dare l’assalto al mondo di Rupert Murdoch, la Disney, dieci anni fa, riuscì a far proprio anche il mondo Marvel, fra i più importanti del mondo dell’animazione mondiale, basti pensare alla fortunata saga degli X-Men.

Dopo aver rilanciato totalmente il marchio Disney, che nei prossimi anni dovrebbe aprire ulteriori parchi divertimenti tematici, capaci di fornire grandi utili nell’ultimo quinquennio oltre a rafforzare ulteriormente il brand in tutto il mondo, la prossima sfida di Iger riguarda lo streaming online. E il rivale messo nel mirino non è dei più semplici da sconfiggere: Netflix.

La multinazionale americana dell’entertainment, infatti, ha annunciato l’approdo della piattaforma streaming denominata “Disney +”, che potrà trasmettere in esclusiva i contenuti della library della Walt Disney Company, oltre che quelli della Marvel e della saga di Star Wars. Il costo del canone mensile sarà alla portata di tutti, più basso di quello attualmente offerto da Netflix.

Una mossa particolarmente azzardata, secondo alcuni, visto il costo esorbitante che la Disney sosterrà per lanciare la propria piattaforma e la contestuale rinuncia ai diritti di trasmissione concessi a terzi: ritirando i suoi contenuti da Netflix, la multinazionale americano perderà immediatamente centinaia di milioni di dollari.

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